19.3.03

From Alliandre:



"Sebbene un po' in ritardo, riporto queste news,
passatemi da da Valy La casa del cavallo

1) Ci segnalano che il Washington Post in data 19
gennaio ha pubblicato una storia di prima pagina
intitolata "Un brutto destino in una battuta d'asta?
Presa in considerazione la macellazione di cavalli per
alimentazione umana", con la quale l'autrice Tamara
Jones denunciava la macellazione dei cavalli per
consumo umano oltremare. Essa faceva riferimento ad
una importante iniziativa degli animalisti volta a far
chiudere gli unici due macelli per cavalli esistenti
negli USA, presenti ed attivi ancora in Texas, e ad un
progetto di legge presentato in Senato che mira a
rendere un crimine federale la macellazione dei
cavalli per alimentazione umana anche se la carne è
solo per l'esportazione. I dati parlano di 70.000
cavalli americani non desiderati che finiscono nei
macelli ogni anno, legati all'uso agonistico che
l'uomo ne fa. Scriviamo al Washington Post per
sostenere la battaglia degli animalisti americani
contro la macellazione dei cavalli:
letters@washpost.com

ESEMPIO DI TESTO:
"As far as the article about the slaughter of horses
is concerned, I want to join the protest against this
barbaric alimentary habit, even more considering that
the meat of the horses slaughtered in the United
States is destined to the export. I am writing from
Italy, Country where unfortunately the horses are
still eaten, but where a movement of citizens which is
opposed to the consumption of equine meat was born.
Best regards.
NOME - INDIRIZZO"

2) Il Governo federale del Nevada vuole eliminare
circa 1000 cavalli selvaggi, definiti "erranti", da
alcuni terreni pubblici ed ha minacciato di venderli
ai commercianti (con probabile destinazione finale al
macello) se gli animalisti non saranno in grado di
salvarli. Una coalizione di gruppi si è fatta
immediatamente avanti, ma per prendere i cavalli deve
pagare una tassa di $ 50 l'uno, oltre che trovare una
sistemazione adatta a tutti. Aiutiamoli in questa
difficile impresa scrivendo al Ministero
dell'Agricoltura ed all'Ufficio Gestione Territoriale
per chiedere di dare più tempo ai gruppi di
salvataggio per trovare i fondi necessari e rifugi
appropriati:

- Don Henderson, Acting Director
NEVADA DEPARTMENT OF AGRICULTURE
Fax: (775) 882-5121 - Email:
hnderson@govmail.state.nv.us
- Bob Abbey, Nevada State Director
BUREAU OF LAND MANAGEMENT
Fax: (775) 861-6601 - Email: babbey@nv.blm.gov

ESEMPIO DI TESTO :
In support of the fight made by several rescue groups
in order to look for a place for the wild horses that
the Federal Government wants to remove from the land
in which they live now, I request to grant more time
to these groups to find the necessary funds for their
purchase and the suitable places where to move them.
Best regards.
NOME - INDIRIZZO"






11.3.03

Interessantissima segnalazione da Giulio.
Thanks!
Ops, dimenticavo: grazie anche per questa!

9.3.03

Da Alliandre:
Sfratto ai mici di Mondo Gatto?
A Milano, in via Giulio Romano 6, al posto del gattile
gestito da Mondo Gatto Mondo gatto
verrà presto costruito un parcheggio multipiano (per
l'inizio dei lavori si parla dell'estate); Nessuno sa
che fine farà il gattile, se e dove verrà trasferito...
speriamo di sentire presto buone notizie in merito :-)

Canile di Merate: diritto di replica
Alessandra Sommi ed Elisabetta Gola, due cinofile (la
Sommi è anche giudice internazionale di concorsi
canini), il 2 Marzo scrivono al Corriere della Sera per
difendere il canile di Merate ed il suo gestore, che
conoscono da tempo, e che ha anche fondato
un'associazione per la Pet Therapy che usufruisce degli
animali ospiti a Merate. Secondo la sig.ra Sommi, la
questione delle carcasse di animali rinvenute
all'interno dei freezer è dovuta al fatto che, come per
tanti altri canili, il servizio che ritira i corpi
degli animali morti non passa tutti i giorni, e questo
rende necessaria la conservazione degli stessi in
freezer.








8.3.03

Stop E$$O War, 'till it's too late...
Dal sito in questione:
Promuovono la campagna:
Greenpeace
Rete di Lilliput
Centro Nuovo Modello di Sviluppo
Associazione Botteghe del Mondo
Bilanci di Giustizia


Sempre più prendiamo consapevolezza della responsabilità collegata ad ogni acquisto. Il comperare è la forma di consenso a un prodotto del mercato e l’approvazione e l’incoraggiamento a tutta la filiera di produzione da cui deriva. Ogni acquisto ci fa diventare consenzienti di tutte le vicende che hanno dato origine al prodotto che noi scegliamo.
In questo momento, in cui la guerra viene proposta come strumento di sicurezza e ordine nel mondo, chi è convinto che invece essa provochi solo sofferenza e distruzione si interroga su quali imprese economiche siano coinvolte nell'affare guerra. Dire no alla guerra non è sufficiente. E' il momento di affiancare ai gesti simbolici azioni nonviolente dirette a incidere sugli equilibri di mercato. L’azione sarà tanto più efficace se sarà collettiva e orientata verso un prodotto strategicamente importante come il petrolio.
Bush ha deciso di attaccare l'Iraq soprattutto per garantirsi il controllo delle più grandi riserve di petrolio al mondo dopo quelle dell’Arabia Saudita. Ebbene, a fornire il carburante all'esercito americano sarà la Exxon, la più grande multinazionale petrolifera del mondo, che in Europa è proprietaria del marchio Esso.
Secondo quanto riportato alla fine di settembre dall’agenzia di stampa Defense Logistic, la Exxon ha vinto l’appalto di 48 milioni di dollari per la fornitura di benzina, gasolio ed oli lubrificanti per l’esercito, la marina, l’aviazione, la Nato e le altre agenzie afferenti al Dipartimento della Difesa. La fornitura comprende anche l’approvvigionamento alle basi italiane continentali (Vicenza, Camp Derby, Napoli ecc) ed insulari (Sicilia, La Maddalena ecc). Questa cifra è un’inezia per una compagnia con introiti di decine di miliardi di dollari annui, ma assume un aspetto interessante se si considera che la Exxon, per la sua posizione di maggiore compagnia petrolifera, per di più statunitense e con un grande “ascendente” su Bush, sarà la compagnia che più di altre trarrà profitti dalla conquista dell’Iraq e dei suoi campi di estrazione, il 25% dei quali era già di sua proprietà prima del conflitto del 1991.
La Exxon è già al centro di una campagna di boicottaggio internazionale che coinvolge Gran Bretagna, USA, Francia, Austria, Germania e Australia. Oggi persino la Deutsche Bank giudica a rischio investire nella multinazionale petrolifera.
Nel 2000 la Exxon, in occasione delle elezioni presidenziali statunitensi, ha contribuito alla campagna elettorale del partito repubblicano con oltre un milione di dollari. Sin dal suo insediamento, è apparso chiaro che il nuovo Governo statunitense era guidato da una potente lobby legata all’industria petrolifera. Infatti tra le prime decisioni di Bush, così come esplicitamente richiesto dalla Exxon, ci sono state il rifiuto di ratificare il Protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici, l’avvio all’estrazione petrolifera anche in aree protette e la rimozione del presidente dell’IPCC (International Panel on Climate Change) che sin dal 1995 aveva indicato nell’uso di combustibili fossili la principale causa dei cambiamenti climatici.
Per tutti questi motivi proponiamo di togliere il nostro consenso a chi fornisce energia alla guerra: così daremo un segnale del reale potere che è in mano ai consumatori.
Greenpeace, I Bilanci di Giustizia, Il Centro Nuovo Modello di Sviluppo, l'associazione Botteghe del Mondo e la Rete di Lilliput propongono di non rifornirsi più alla Esso.
Questa azione responsabile e nonviolenta è uno strumento per esprimere efficacemente dal basso la volontà della stragrande maggioranza della popolazione.

FAI UN GESTO CONCRETO CONTRO LA GUERRA
NON FINANZIARE CHI LE DA ENERGIA
DIMINUISCI I TUOI CONSUMI DI CARBURANTE
NON FERMARTI PIU’ ALLE STAZIONI DI SERVIZIO ESSO

per informazioni: 06 5729991





7.3.03

Morire di sete
- il 40% dell'acqua dolce del pianeta è concentrata in: Brasile, Cina, India, Russia, Stati Uniti, Canada,
- la quantità di acqua utilizzabile è diminuita del 40% in trent'anni,
- ogni anno 1 miliardo di persone si ammalano per inquinamento idrico, 12 milioni muoiono,
- per fabbricare un'auto: 400.000 litri d'acqua, per un hamburger: 5.400 litri,
- le reti idriche privatizzate sono nelle mani di poche società, così come il commercio dell'acqua imbottigliata (Nestlè, Danone, Coca Cola, Pepsi Cola).
Per tutto ciò e per tanto altro sarà utile seguire il il Forum Mondiale dell'Acqua che si terrà dal 16 al 23 marzo a Kyoto, Shiga e Osaga.
Non dimenticatevi anche del parallelo Forum Alternativo mondiale dell'Acqua, Firenze, 21-23 marzo.
(per leggere gli obiettivi del Forum Alternativo cliccate qui)

28.2.03

Cambiamenti in corso...
Da oggi Bestie di uomini si occuperà anche di problemi sociali.
Ho deciso di "allargare" i confini di questo piccolo spazio virtuale inserendo, ogni settimana, un problema sociale diverso: dai disagi giovanili, alla sanità, alle devianze, agli anziani, alla salute ecc...
Prego, chiunque di voi voglia partecipare a queste "diffusioni di notizie", di contattarmi all'indirizzo e.mail che trovate in questa pagina.
Ogni articolo o segnalazione saranno ben accetti e, ovviamente, pubblicati.
Ringraziandovi anticipatamente, inizio con un articolo che ho trovato sul sito della Lila.
L'aids è una vera e propria piaga sociale di cui si parla pochissimo.
I giornali ci danno qualche "assaggio" ogni tanto, soprattutto in occasione di vertici internazionali.
Ecco un po' di cifre in merito:

Secondo le stime realizzate dall’UNAIDS e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel rapporto pubblicato a dicembre del 2002, sono 42 milioni le persone con HIV nel mondo. Solo nel 2002 sono state stimate 5 milioni di nuove infezioni e più di 3,1 milioni di morti per AIDS. Più del 95% delle persone con HIV attualmente vive nei paesi in via di sviluppo ed è proprio in questi paesi che si è verificato il 90% di tutte le morti di AIDS nel corso di questi anni, la maggior parte tra i giovani adulti nel pieno della loro attività produttiva e riproduttiva.
Circa la metà delle persone con HIV si infetta prima di compiere 25 anni e muore di AIDS prima del trentacinquesimo anno di età. La regione più drammaticamente colpita dall’epidemia è la zona dell’Africa Sub-Sahariana dove nel 2002 circa 3,5 milioni di persone sono state contagiate dal virus.
Il numero totale delle infezioni ha così raggiunto i 29,4 milioni; quindi, circa il 70% del totale mondiale delle persone con HIV vive in una regione dove risiede il 10% della popolazione del mondo intero. L’attenzione è puntata anche sul continente asiatico dove si sono registrate molte nuove infezioni (970.000 nel 2002 esclusa l’Asia Centrale). E’ stato stimato che sono 5,8 milioni gli asiatici con HIV e il virus si sta velocemente diffondendo in India e Cina.
In Europa dell’Est, America Latina e Caraibi le infezioni sono concentrate tra i gruppi socialmente emarginati, ma ovviamente non sono limitate ad essi. In America Latina la maggior parte delle infezioni si registrano attraverso rapporti sessuali non protetti tra omosessuali, anche se il contagio attraverso rapporti eterosessuali è in aumento soprattutto nell’area dei Caraibi. In Europa dell’Est, Asia Centrale e Medio Oriente, il virus Hiv continua a diffondersi velocemente tra i tossicodipendenti.
In Nord America e Europa Occidentale, grazie alle nuove terapie, le morti di AIDS si sono significativamente ridotte. Dal momento però che ad un prolungamento della vita, grazie ai nuovi cocktail di medicinali, non corrisponde una riduzione del trend di diffusione delle infezioni, il numero delle persone sieropositive è continuamente in crescita.
In Italia i dati relativi alle nuove diagnosi di AIDS e ai decessi sono pubblicati periodicamente sul Notiziario dell'Istituto Superiore di Sanità, i casi diagnosticati nel 1996 (e corretti per ritardo di notifica) erano 5050 quelli del 1999 (anch’essi corretti per ritardo di notifica) sono stati 2130 con una notevole diminuzione; nel 2001 sono stati segnalati 1783 casi di AIDS e, al 30 giugno 2002, 856.
Il numero dei decessi del 2001, sempre considerando i ritardi di notifica, risulta diminuito se confrontato con i dati degli anni precedenti (2326 nel 1996; 477 nel 1999, 241 nel 2001).
Tuttavia non è ancora possibile stabilire se siamo di fronte ad un rallentamento dell'epidemia; infatti i dati a disposizione si riferiscono ai casi di AIDS conclamato, sono quindi una proiezione di chi si è infettato anni fa.
Risulta dunque evidente come l’epidemia da HIV si sia diffusa in maniera differente nelle varie parti del mondo. Diversi fattori influenzano chiaramente l’andamento dell’epidemia. Le persone migranti, in fuga dagli abusi o semplicemente alla ricerca di un lavoro, sono più esposti all’infezione. Chi ogni giorno è pressato da un’esistenza stressata e pericolosa o chi vive la guerra e la fame non si preoccupa del rischio AIDS che comunque rivela i suoi effetti nel tempo.
Nel 1998 è stato stimato che ogni minuto circa 11 uomini, donne e bambini nel mondo si sono infettati con il virus Hiv. Anche nel 2000 più di un decimo delle nuove infezioni, ovvero circa 600 mila, sono state registrate in giovani sotto i 15 anni che hanno ricevuto il virus dalla madre prima o dopo la nascita o durante l’allattamento.
Le nuove infezioni stanno progressivamente coinvolgendo i giovani dai 15 ai 24 anni, anche se il 72,1% del totale dei casi si concentra nella fascia d’età 25-39 anni. Nell’ultimo decennio la proporzione di persone di sesso femminile è andata progressivamente aumentando passando dal 16,0% nel 1985 al 24,2% nel 2000.

Dall’inizio dell’epidemia il virus Hiv ha infettato più di 50 milioni di persone ed è costata la vita a 16,3 milioni di adulti e bambini.
Fonte: Lila

Links
UnAids




27.2.03

Con un po' di ritardo incollo un contributo di Alliandre che, come sempre, ringrazio.

Cat Pride, Orgoglio Gatto :-)
Ieri a Roma c'è stata una bella manifestazione-sfilata
degli amanti dei gatti, dal Colosseo al Campidoglio:
chiedevano maggior tutela per i randagi, l'istituzione
di centri di pronto soccorso veterinario gratuito,
gattili comunali (già perchè i canili sì e i gattili
no?) e l'applicazione della legge contro i
maltrattamenti agli animali. A proposito, alla Camera
è passata, il Senato quando si sveglia???



Il canile di Merate
Speriamo che i gattili non siano poi dei lager come i
canili scoperti recentemente... leggo sul Corriere
della Sera che l'ultima scoperta è stata fatta dai NAS
di Milano, che in un blitz al canile di Merate (Co)
hanno trovato, in un congelatore, le carcasse di 6
gatti, 12 cani segni di ferite o fratture, e 19
cuccioli; cibo e feci sul pavimento, 226 animali in
gabbie troppo piccole, medicinali scaduti. Il gestore,
che se ne occupa dal 1998 (prima era in gestione
all'ENPA) in passato era già stato denunciato per
maltrattamento agli animali: che gli han dato a fare
in gestione un canile un'altra volta??

Ciao,
Alliandre